“Fight Club” – Chuck Palahniuk

Sono di parte. Palahniuk è uno dei miei autori preferiti.

Ho letto questo libro nel 2018 e credo che presto gli darò una seconda lettura. Perché? Perché l’ho trovato geniale. Voglio assaporarne ogni sfumatura con la consapevolezza di come andrà a finire la storia.

Per questo libro ho pensato a una recensione in tre parole. Eccole:

Silenzio

La prima regola del Fight Club è che non si parla del Fight Club.
La seconda regola del Fight Club è che non si parla del Fight Club.

Caos

Un’unica parola per descrivere un progetto, una psiche e anche la struttura del romanzo che in alcuni punti si fa fatica a seguire. Solo a tre quarti del libro tutto si fa più chiaro, e dal Caos scopriamo l’ordine, come dal buio la luce.

Questo è il motivo per cui vorrei rileggerlo.

Seconda

Spesso il narratore si rivolge utilizzando la seconda persona singolare. Un punto di vista inusuale, da approfondire e scoprire.

Amo questo punto di vista e credo che sia ottimo per creare un canale di comunicazione immediato tra autore e lettore. L’importante, forse, è non abusarne.



Ti è piaciuta questa recensione in tre parole?

3 pensieri su ““Fight Club” – Chuck Palahniuk

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