“Eleanor Oliphant sta benissimo” – Gail Honeyman

Una bellezza da (ri)scoprire

La bellezza, si sa, a volte lascia senza fiato. Si può restare letteralmente imbambolati di fronte alla bellezza di uno sconosciuto. E quella bellezza può diventare un tormento, una vera ossessione. Questo accade a Eleanor Oliphant quando a un concerto nota sul palco Johnnie Lomond, il cantante di un gruppo locale. Hanno gli occhi simili loro due, ma quelli dell’uomo hanno profondità ramate che lei non possiede.


Ogni bellezza è destinata a sfiorire.


Che cos’è la bellezza per Eleanor Oliphant? All’inizio ci risponde che è simmetria. Quella simmetria che lei non possiede più a causa della brutta cicatrice che le rovina un profilo del viso. È strana, è diversa da chi la circonda. È sola. La solitudine e l’incapacità di comunicare sono ben espressi dall’immagine dei suoi fine settimana lontani dall’ufficio, fatti di silenzio e di bottiglie di vodka.

Che cosa ha deturpato la bellezza di Eleanor? Bellezza rovinata, si intende, non solo della presunta simmetria del suo volto, ma anche del suo modo di essere più profondo. Che cosa l’ha resa così distante e schiva nei confronti del prossimo? Sembra che siano gli altri a escluderla perché è diversa, ma a mente fredda ci viene da chiedersi se quello che ha vissuto nell’ufficio Eleanor non sia stato un cane che si morde la coda: sei diversa -> voi non mi capite. Prova a rileggere in ordine inverso e il risultato non cambierà.


Dunque, lo abbiamo detto, la simmetria è il primo elemento con cui la protagonista di Eleanor Oliphant sta benissimo identifica la bellezza. E nel suo ragionamento, si spinge oltre. Che cosa sente di fronte a qualcosa di bello? Eleanor prova pena. Sì, perché ogni bellezza secondo lei è destinata a sfiorire. Perché quando si ha di fronte qualcosa di bello sulla superficie, diventa difficile andare più a fondo. Lei stessa, innamorandosi perdutamente del cantante con cui non ha scambiato neanche una parola, darà prova di questa verità.


C’è una cosa che accomuna belli e deformi ed è l’ingiustizia di un sentimento di odio nei loro confronti. Non hanno chiesto di nascere così, la loro è una condizione ontologica con cui, forse, sono nati. Così Eleanor, che sua madre ha sempre definito brutta, ha in comune uno stigma con le persone esteriormente più attraenti, simmetriche: l’esser vittima di pregiudizi legati all’aspetto e, in un certo senso, la colpevolizzazione, l’odio.


Se la bellezza di Johnnie Lomond è la prima con cui veniamo in contatto, così contrapposta anche al modo di vivere sciatto di Eleanor, un iniziale segnale del cambiamento che si sta preparando in lei è la sensazione di bellezza nel sentir pronunciare il proprio nome, dall’altra parte del telefono. Com’è possibile?

Immaginate di non aprire bocca con nessuno dal venerdì sera al lunedì mattina. Immaginate di ricevere solo risatine alle spalle, sguardi storti. Immaginate che l’unica persona che continua a telefonarvi durante la settimana sia qualcuno che vi ha fatto male e che ha minato e mina ancora oggi la costruzione della vostra autostima.

E pensate al potere della parola, quello tanto studiato anche in filosofia, secondo cui le cose esistono quando qualcuno le nomina.

Al telefono Eleanor scopre la bellezza del riconoscimento della propria entità e della propria esistenza.


Eleanor inizia a uscire dalla propria tana, almeno in pausa pranzo e per piccole visite a un uomo che ha salvato dopo un malore in strada. Accetta persino l’invito di un collega che lavora come informatico a bere qualcosa perché la sera è ancora bella e giovane.

La bellezza delle fresie, di un orto ben curato, dell’ordine che vive nella casa della madre di Raymond ci arrivano con un forte impatto visivo. Lo stesso impatto che colpisce Eleanor e il lettore quando l’anziana la ringrazia per la visita, per la condivisione del suo tempo con lei. La bellezza di combattere le nostre solitudini trascorrendo del tempo insieme.


Eleanor è consapevole di non essere una Musa canonica, una delle fanciulle voluttuose che popolano i dipinti. Così inizia a prepararsi al prossimo incontro con il cantante, il loro primo vero incontro, visto che lei si è innamorata di lui ma lui non sa della sua esistenza. Cambia look, si fa truccare, passare una tinta di smalto sulle unghie e più avanti cambierà persino l’aspetto dei suoi capelli.

“Bello” non è una parola solitamente associata al mio aspetto, dice a chi si sta prendendo cura di lei. A lavoro finito, però, si osserva e ringrazia chi l’ha resa splendente.


In quella forma di innamoramento tipica dell’età giovanile ma che Eleanor vive a trent’anni da poco compiuti, sperimenta anche la bellezza del lasciar viaggiare l’immaginazione. Un modo diverso per passare il tempo, ci dice. E intanto il tempo continua a scorrere davvero nella vita reale in cui la protagonista si muove ampliando il proprio raggio di azione e le proprie conoscenze sociali. Partecipa a una festa, si butta nel ballo anche se, lo dice sempre la mamma, è una cosa per belli.


Il vento, il sole, il sentirsi parte della massa. Il senso di appartenenza alla natura e alla comunità. Ciò che sente è possibilità di essere “un frammento, un pezzetto di umanità che riempiva utilmente uno spazio, per quanto minuscolo”.


E poi il sogno si infrange ed Eleanor tocca il fondo. Lo gratta per bene, per giorni, in bilico tra la vita e la morte. Qualcosa la salva. Qualcosa o qualcuno. Qualcuno che non è così scontato definire neanche a lettura terminata.

Eleanor scopre la bellezza delle piccole cose, i dettagli, le piccole schegge di vita, cioè quel tipo di bellezza che impariamo ad apprezzare soltanto quando tutto, intorno a noi, è avvolto da nebbia e da buio. E questa nuova capacità di vedere è quello che ci salva la vita, l’ho sperimentato sulla mia pelle quando ho creato Ecco: filosofia della bellezza.

Il vento, il sole, il sentirsi parte della massa. Il senso di appartenenza alla natura e alla comunità. Ciò che sente è la possibilità di essere un frammento, un pezzetto di umanità che riempiva utilmente uno spazio, per quanto minuscolo.


Non c’è niente di scontato per Eleanor e anche tu, se cambi il modo di guardare il mondo, sarai capace di trovare bellezza in ogni dove, anche dove non ti aspettavi: sul lavoro, nella vita privata, negli affetti umani e animali, per strada. E solo allora potrai ricordare la meraviglia del sole.

Il percorso della giovane donna in Eleanor Oliphant sta benissimo la porterà a capire di meritare la felicità e l’amore, a scoprire la verità sul suo passato e a vedere con chiarezza tutto quello che prima non riusciva a cogliere. In fondo, lo sappiamo bene, noi che siamo caduti nel fango e che ci siamo rialzati a fatica: in ogni cosa c’è bellezza.



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