“Shining” – Stephen King

Una questione di redenzione

C’è un concetto, sullo sfondo, sfocato, ma visibile. Un concetto che rischia di passare inosservato, ma che spiega, a mio avviso, uno dei sensi più profondi del romanzo Shining di Stephen King. Un capolavoro, come abbiamo già visto, che ha ispirato anche un capolavoro cinematografico. Se non lo hai ancora fatto, trovi qui un articolo sulle differenze principali tra i due.


Jack, uno dei personaggi principali, ha un passato burrascoso, caratterizzato da alcolismo ed esplosioni di rabbia e di violenza. Ha fatto male a suo figlio in quello che tutti definiscono l’incidente. Ha visto cose che non avrebbe dovuto e che forse lo hanno cambiato. Ha combinato un gran pasticcio con George Hatfield.

Jack fa qualcosa di pericoloso: mette di nuovo in pericolo Danny. Passa sempre più tempo nel locale della caldaia, il suo umore è strano. Wendy sospetta che abbia ricominciato a bere. E qui, nel cuore del libro, al 54% di lettura, Stephen King scrive quella parola che, a mio avviso, è la chiave di lettura dell’intero romanzo: redenzione.


Ma se uno si redime, non merita forse che prima o poi la redenzione sia accreditata a suo merito?

“Shining”, Stephen King

Gli occhi di Wendy lo guardano con sospetto, anche se nell’Overlook Hotel non ci sono alcolici. O, almeno, non in questo tempo. Perché Jack è sicuro di aver visto delle bottiglie dietro il bancone. E Lloyd, che ritroviamo anche nel film, non si sottrarrà dalle mansioni del proprio lavoro.


La redenzione è possibile? Se si prova a riscattare davvero chi siamo stati cambiando rotta, gli altri saranno disposti a riconoscerlo? Ci potranno vedere come persone nuove, dimenticando il passato?

Ci sono tutte queste domande in Jack e la risposta che arriverà alla fine del libro sarà probabilmente molto diversa da quella che avrebbe sperato.


Ma che cos’è la redenzione?

La redenzione è la liberazione da una condizione di impurità (come nel caso di Jack, reo di alcolismo e di atteggiamenti violenti ai danni del figlio), di inferiorità o di sofferenza. E qui c’è un po’ il paradosso della redenzione umana: il fatto che ci si possa liberare dalla sofferenza forse soltanto attraverso la sofferenza. Una catarsi verso la libertà, per così dire.

Il concetto di redenzione è centrale nelle religioni mistiche (come il Buddhismo) e in quelle monoteistiche (Ebraismo, Islam, Cristianesimo). In esse la redenzione è salvezza, rimedio, scampo.


La redenzione è, quindi, un concetto religioso che si lega al tema del perdono, dell’assoluzione dai propri peccati e dai propri errori. Una protezione, una via di fuga, dalla dannazione e dalla disgrazia.


Nel Buddhismo, la redenzione è l’azione dell’uomo che si libera dalla ruota del ciclo di vita, morte e rinascita, cioè dal saṃsāra e accede al Nirvana, il traguardo ultimo della sua esistenza.


Nell’Ebraismo, la redenzione è quella di Dio verso il popolo di Israele dagli esili o di un parente che riscatta la proprietà e la libertà di chi l’aveva persa. Gli scopi della redenzione sono, quindi, la liberazione dalla perdita e dalla schiavitù.

Nell’Islam, più che di redenzione, si parla di salvezza.

Nel Cristianesimo, la redenzione è la liberazione dal peccato originale. Gesù, sacrificandosi, libera gli uomini dal peccato e dal Male. Solo in questo modo si attua la riconciliazione di Dio con i suoi figli.


Redenzione è anche una catarsi verso la libertà, per così dire. 

E in Shining di Stephen King?

Jack accetta il lavoro all’Overlook Hotel per necessità, ma soprattutto per desiderio di riscatto. Desidera, cioè, dimostrare di essere in grado di lavorare, di portare a termine i compiti che gli vengono assegnati e di provvedere alle esigenze della sua famiglia. Più di tutto, Jack vuole finire di scrivere l’opera a cui sta lavorando.

Jack cerca di riaffermare se stesso, sia ai propri occhi che a quelli della moglie, una donna che sembra sempre più orientata verso il figlio e che in passato aveva pensato al divorzio.

Jack vorrebbe tutto questo, ma come sembra suggerirsi da solo, per lui la redenzione è impossibile.



3 pensieri su ““Shining” – Stephen King

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