“Io, gli altri e gli altri io”- Vincenzo Ibba

Intervista all’autore di “Papà, mi racconti una storia?”, Gli strani giochi del destino”, “Costretto a uccidere” e “Io, gli altri e gli altri io”, Vincenzo Ibba

Il nostro viaggio alla scoperta di nuove voci, approda oggi in Sardegna, precisamente a Samassi, nel sud dell’isola. Nella sua formazione spicca la laurea in ingegneria civile e la sua carriera è dedicata all’insegnamento nelle scuole superiori.

E poi, un giorno, Vincenzo incontra la scrittura. Sì, sembra proprio un incontro liberatorio quello tra l’autore e la Musa, ma non voglio anticiparvi troppo, se non che le sue opere spaziano in generi diversi. Ecco allora “Io e gli altri e gli altri io”, “Costretto a uccidere”, “Gli strani giochi del del destino” e “Papà, mi racconti una storia?”


Ciao Vincenzo, curiosando tra le tue pubblicazioni salta subito all’occhio il tuo essere autore di genere diversi. Humor fantastico, noir e thriller. In che genere ti senti più nelle tue scarpe? Perché?

Ciao Serena, e un saluto a tutti quelli che si prenderanno la briga di leggere questa intervista. Devo dire che mi sono trovato a mio agio nello scrivere i diversi libri, e vorrei aggiungere che a settembre 2021 ho anche pubblicato un libro dal titolo “Papà mi racconti una storia” quindi ancora diverso, ma se devo essere sincero, credo di riuscire a esprimermi meglio nel genere humor- fantastico, proprio per il mio carattere. Ogni tanto mi piace inserire qualcosa di divertente.


C’è tra i tuoi libri uno a cui sei particolarmente legato? Ci racconti come mai?

Il libro a cui sono più legato è senz’altro quello con cui ho esordito, “Io e gli altri e gli altri io”. Infatti è interpretato in prima persona, come se fossi io a intraprendere quel viaggio nel tempo e nello spazio. E quindi mi ritrovo pienamente nel personaggio.


Che tipo di storie dobbiamo aspettarci di trovare tra le pagine dei tuoi libri?

Per quanto le storie siano diverse, nei miei libri, come sempre mi è stato riferito da chi li ha letti, penso che troverete storie che, pagina dopo pagina, trascinano. E questo mi sembra una cosa molto importante


Descrivi ogni tua opera con tre parole (tre, non barare):

“Io e gli altri e gli altri io”: Originale, divertente, intrigante.

“Costretto a uccidere”: Piacevole, scorrevole, avvincente.

“Gli strani giochi del destino”: Accattivante, scorrevole, esplosivo.


Suggerisci un sottofondo musicale per accompagnare la lettura delle tue opere (se vuoi puoi indicare anche una situazione ideale di lettura, tipo periodo della giornata, luogo, compagnia, ecc):

Premetto di non aver mai pensato a una lettura con uno sfondo musicale e che non sono ferrato in materia, ma voglio provare a dare ugualmente un suggerimento.

“Io e gli altri e gli altri io”: Una musica rilassante che aiuti a riflettere, perché nelle pagine di questo libro è racchiusa una morale ben precisa.

“Costretto a uccidere”: Una musica con diverse sfumature, tra il dolce e forte.

“Gli strani giochi del destino”: Una musica prevalentemente forte.

Mentre il primo potrebbe anche essere letto in compagnia, gli altri due penso debbano essere letti da soli, possibilmente senza altri pensieri per la testa.


Il mio consiglio è di non scoraggiarsi, perché troverà sicuramente tante porte chiuse. Di continuare a scrivere a prescindere, proprio perché principalmente si deve scrivere per sé stessi, e di insistere, senza illudersi mai di diventare ricco.

Vincenzo Ibba

Quando e come è nata la tua passione per la scrittura?

La mia passione per la scrittura è nata qualche anno fa per caso. Quando accompagnavo mia figlia in piscina e dovevo aspettare ore. Mi portavo del lavoro da svolgere, dei compiti da correggere ma avanzava sempre tempo e così iniziai a scrivere qualcosa sul piccolo PC che avevo sempre appresso, senza mai pensare che sarebbe diventato un libro.


Quanta influenza hanno avuto il tuo percorso di studi e il tuo lavoro sul tuo primo romanzo “Io e gli altri e gli altri io”?

Credo che il mio percorso di studi (diploma di geometra e laurea in ingegneria che hanno poco a che vedere con le materie umanistiche) non abbiano influito minimamente sul mio primo libro (ma nemmeno sugli altri). Ciò che ha senz’altro influito è il mio pensiero, la vita in generale. Chiaramente, leggere, a prescindere dal tipo di libro, arricchisce e aiuta anche a scrivere.


In “Costretto a uccidere” il protagonista Max si trova a compiere azioni estreme per non soccombere. Che cosa vorresti dirgli se tu avessi la possibilità di parlargli? Lo metteresti in guardia da qualcosa o da qualcuno?

Max, purtroppo, si ritrova coinvolto, inconsapevolmente e senza alcuna colpa, in una spirale che lo vede nel mirino di un assassino. Non gli si può suggerire molto perché è costretto a difendersi, e solo alla fine scoprirà il perché l’assassino voleva ucciderlo.


C’è un personaggio dei tuoi libri che senti particolarmente vicino a te? Qual è e perché?

Come ho già spiegato prima, il personaggio in cui mi ritrovo di più é Giacomo quello di “Io e gli altri e gli altri io” proprio perché è scritto in prima persona e in qualche modo mi rappresenta. Ma mi ci ritrovo benissimo anche in Max, perché la storia ha preso spunto da un viaggio che feci in autostop nella penisola quando ero ragazzo, e ripercorre diversi percorsi e avvenimenti di quel viaggio.


Uno dei temi che mi sembra ritornare nei tuoi libri è quello del destino. E tu, Vincenzo, credi nel destino? Che cos’è per te?

? Non sono sicuro di credere nel destino come qualcosa di immodificabile. Sicuramente ognuno ha un suo percorso di vita segnato dalla nascita. Ma dipende dal luogo e dalla famiglia in cui è nato. Ma in quel contesto abbiamo sicuramente un margine di scelta che in parte dipende da noi e in parte anche dagli altri.


Che cos’è per te la scrittura?

Non avevo mai pensato di scrivere, ma dal momento che ho iniziato vedo la scrittura come qualcosa di importante, perché mi permette di esprimere ciò che sento o penso, senza molte regole, a prescindere dal giudizio degli altri. Infatti, io scrivo principalmente per me stesso perché mi permette di liberarmi di qualcosa che ho dentro.


La mia passione per la scrittura è nata qualche anno fa per caso. Quando accompagnavo mia figlia in piscina e dovevo aspettare ore. Mi portavo del lavoro da svolgere, dei compiti da correggere ma avanzava sempre tempo e così iniziai a scrivere qualcosa sul piccolo PC che avevo sempre appresso, senza mai pensare che sarebbe diventato un libro.

Vincenzo Ibba

Qual è la tua routine di scrittura, se ne hai una?

Non ho una routine, quando ho un po’ di tempo e l’ispirazione…. allora mi siedo e butto giù quello che mi viene in mente. Cerco di creare una storia.


Quali sono per te gli ingredienti che un bel romanzo deve avere?

Principalmente una storia che riesca a trascinare accompagnata da una scrittura semplice e scorrevole.


Qual è la parte più difficile per te nel tuo percorso di ideazione, struttura, scrittura e promozione dell’opera? Perché?

? La parte più difficile è senz’altro quella relativa alla promozione. Oggi il mercato è saturo di libri, mentre i lettori sono sempre meno. E per uno “scrittore” alle prime armi è molto difficile farsi conoscere, c’è molta diffidenza. Le case editrici preferiscono nomi famosi, credo anche a prescindere dalla qualità dei libri.


E la parte che reputi più stimolante e divertente?

Creare la storia passo dopo passo e i personaggi.


C’è un autore a cui ti ispiri? Perché?

Non mi ispiro a nessun autore, tutto ciò che scrivo, bello o brutto che sia, è frutto della mia fantasia. Ispirandosi a qualcuno sono convinto che ci sarebbe il rischio di ricalcare, senza magari rendersi conto, qualche parte di romanzo già scritto, ma soprattutto si rischierebbe di perdere l’originalità. L’essere sé stessi.


Quanto è importante, secondo te, la lettura di altri autori per migliorare la propria scrittura?

La lettura è molto importante e può aiutare a migliorarti, ma chi scrive deve stare molto attento a non assorbire troppo, come già detto nel punto precedente, rischierebbe di perdere l’originalità, quella che per uno scrittore deve essere il suo punto di forza. Chiaramente questo è il mio parere e può essere non condivisibile dalla maggior parte.


Ciò che ha senz’altro influito è il mio pensiero, la vita in generale. Chiaramente, leggere, a prescindere dal tipo di libro, arricchisce e aiuta anche a scrivere.

Vincenzo Ibba

Preferisci leggere autori già affermati o emergenti? Perché?

Non ho preferenze, leggo e valuto. Ci sono autori emergenti che meriterebbero più di scrittori noti.


Credi che la scrittura e la lettura possano cambiare il mondo? Se sì, in che modo?

Potrebbe e forse dovrebbe, ma non sono convinto. Dipende da cosa si scrive e si legge, da come viene interpretato e da chi scrive e legge.


Se tu dovessi indicare un’opera che hai letto e che ha cambiato il modo in cui vedi il mondo (intorno a te o dentro di te), quale indicheresti? Perché?

Io purtroppo non mi faccio influenzare facilmente, ho le mie idee e le mie convinzioni e non può essere un libro a cambiare il mio modo di vedere il mondo.


Che tipo di opere ti piace leggere? Che genere o che stile devono avere? Devono affrontare particolari temi? Raccontaci cosa cerchi come lettore.

Preferisco i libri di storia e i romanzi storici, ma un bel romanzo lo leggo volentieri a prescindere dal genere. L’importante è che sia accattivante.


Vedo la scrittura come qualcosa di importante, perché mi permette di esprimere ciò che sento o penso, senza molte regole, a prescindere dal giudizio degli altri. Infatti, io scrivo principalmente per me stesso perché mi permette di liberarmi di qualcosa che ho dentro.

Vincenzo Ibba

A cosa stai lavorando?

Ho in cantiere un giallo e un humor-fantastico. Entrambi ultimati ma li sto rivedendo, devo correggere degli errori che della Beta Reader mi hanno fatto notare.


E che cosa puoi anticiparci sui tuoi progetti futuri?

Ci sono diverse idee, ma vado sempre molto cauto. Io scrivo senza sapere se riuscirò mai a portare il lavoro a termine, ma anche se riesco a finirlo non è detto che vedrà mai la luce. Una volta che è ultimato lo rileggo, e solo se lo trovo interessante lo propongo. In poche parole… deve principalmente piacere a me.


Una volta che è ultimato lo rileggo, e solo se lo trovo interessante lo propongo. In poche parole… deve principalmente piacere a me.

Vincenzo Ibba

Oltre alla scrittura e alla lettura, hai altre passioni? Che cosa ci racconti a riguardo?

Mi piace fare due cose in particolare: karaoke e viaggiare. Ma mi adatto facilmente a tutto.


Quale consiglio ti sentiresti di dare a un giovane autore che sogna di pubblicare il suo primo libro?

Il mio consiglio è di non scoraggiarsi, perché troverà sicuramente tante porte chiuse. Di continuare a scrivere a prescindere, proprio perché principalmente si deve scrivere per sé stessi, e di insistere, senza illudersi mai di diventare ricco.


Hai la possibilità di inviare nello spazio una sola opera (che sia una poesia, un racconto, un romanzo) di un autore più o meno conosciuto. L’autore puoi essere anche tu. In questa opera dovrebbe essere raccolto il tuo messaggio a memoria futura. Quale opera scegli e perché?

Se l’autore posso essere anche io… allora non ho dubbi: “Io e gli altri e gli altri io”


Risposte secche:

  1. Casa editrice o self? È sempre preferibile una casa editrice per via della promozione
  2. Giallo o nero? ? Vanno bene entrambi
  3. Struttura a priori o in divenire? Dipende dal romanzo
  4. Musica in sottofondo o silenzio? Quando scrivo generalmente lo faccio senza musica.
  5. Prima persona o terza persona singolare? Dipende dalla storia. “Io e gli altri e gli altri io” sviluppato in prima persona secondo me rende molto di più.
  6. Libro cartaceo o digitale? Cartaceo
  7. Revisione a schermo o su carta? Schermo

Ringraziamo Vincenzo che ha condiviso con noi le sue opere e il suo modo di vedere la scrittura e la lettura.

Se le sue risposte vi hanno incuriosito, vi suggerisco di approfondire qui:



5 risposte a ““Io, gli altri e gli altri io”- Vincenzo Ibba”

  1. Grazie infinite Serena, l’ho letta e sto cercando di creare un post in facebook, anche per invitare altri a rilasciare un’intervista, ma al pc non riesco a trovare il tasto pubblica. Ora vedo di nuovo, altrimenti provo col cell.Ciao, grazie ancora e buona giornataVincenzoInviato dal mio Galaxy

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