Di arcobaleno, di acquerelli – Ilaria Cecchi

Intervista all’autrice di “Le favole dell’arcobaleno” e di “Un sogno ad acquearelli”, Ilaria Cecchi

Ho conosciuto Ilaria Cecchi un anno fa e sono rimasta molto colpita da come delicatezza e concretezza si intrecciassero nella sua personalità. L’attenzione all’infanzia e al suo mondo da una parte, i progetti e il senso del dovere dall’altra.

Ilaria Cecchi, di professione sono impiegata amministrativa, coltiva la passione per la scrittura sin da piccola. In passato ha collaborato con “Il Tirreno”, scrivendo brevi articoli a carattere ludico sul territorio.

Le favole dell’arcobaleno” è il suo primo libro di favole per bambini. “Un sogno ad acquerelli” è la sua seconda pubblicazione.

Entrambe le pubblicazioni contengono illustrazioni. Ne “Le favole dell’arcobaleno” sono di Martina Bellucci; in “Un sogno ad acquerelli” di Cristina Baldi.


Ciao Ilaria! Le tue pubblicazioni spaziano dal mondo dell’infanzia a quello degli adulti. Che tipo di storia dobbiamo aspettarci di trovare tra le pagine dei tuoi libri? 

Le storie all’interno dei miei libri sono di vario genere, ma tutte hanno in comune la capacità del lettore di identificarsi nella storia. Nel mio libro di favole ho usato come protagonisti sia personaggi di pura fantasia: elfi, fate, che bambini alle prese con le loro paure.



In “Le favole dell’arcobaleno” (età di lettura: 4+), grazie alle tue parole e alle illustrazioni di Martina Bellucci i più piccoli vengono accompagnati alla scoperta di valori fondamentali. C’è una favola, tra le undici della raccolta, a cui sei particolarmente legata? Ci racconti perché?

La favola a cui sono particolarmente legata è “La colomba Esmeralda” perché parla di libertà.

Esmeralda vive una vita agiata, ma abita in una gabbia dorata, la cui porta è sempre rimasta aperta. Sarà Esmeralda che dovrà superare le sue paure per spiccare il volo verso l’ignoto.

Credo che tutti possiamo identificarci in Esmeralda. A volte abbiamo solo paura di abbandonare la nostra zona confort per spiccare il volo, ma solo quando lo facciamo riusciamo a realizzare i nostri obiettivi.


Una domanda un po’ personale: se la piccola Ilaria, la bambina che sei stata, potesse leggere questo libro, che cosa la colpirebbe di più? Sarei sicuramente attratta dall’immagine di copertina che raffigura un bellissimo arcobaleno e dall’unicorno: animale mitologico che ho sempre adorato.

Leggendo il libro avrei sicuramente sognato con la principessa Annabelle e mi sarei immedesimata nel piccolo Filippo che scappa dovunque pur di non prendere la puntura.


Io continuo a scappare anche da grande come Filippo quando devo fare una puntura! Senti, Ilaria, come avete lavorato tu e Martina Bellucci per realizzarlo? Ci porti dietro le quinte?

Io e Martina abbiamo collaborato a stretto contatto, siamo fermamente convinte che un buon libro di favole debba contenere delle illustrazioni molto dettagliate ed esaustive. Le immagini devono integrarsi al testo, devono completarlo, così il piccolo lettore sarà facilitato nella lettura del libro.


Non solo parole e illustrazioni, ma anche attività. Alla fine della raccolta “Le favole dell’arcobaleno” sono infatti presenti attività da fare con i bambini. So che ti capita di organizzare anche laboratori dal vivo in cui i bambini possono fare, oltre che guardare e ascoltare. Ti chiedo come mai hai deciso di inserire anche questa parte più pratica e se ci racconti un po’ le emozioni che tu, da adulta e autrice, trovi lavorando con i bambini?

Io e Martina abbiamo deciso di integrare le storie con dei semplici giochi di comprensione del testo perché in questo modo il bambino si avvicina al piacere della lettura, giocando. Lavorare con i bambini è una gioia, sono una fonte inesauribile di creatività.

Quando i bambini sono felici di leggere le mie favole e si divertono, allora comprendo che faccio bene a coltivare la mia passione per la scrittura.



L’arcobaleno richiama un piccolo miracolo della natura, ma anche tesori e colori. Di colori si parla anche nel tuo secondo libro, “Un sogno ad acquerelli”. Ci racconti come è nato questa tua seconda opera?

La mia seconda opera è nata dall’incontro con Cristina Baldi, ragazza poliedrica e dinamica che è riuscita a trasformare il suo sogno in un lavoro, grazie a forza e determinazione. Ho voluto scrivere questo libro per far comprendere ai ragazzi che bisogna lottare per realizzare i nostri progetti, che non ci si deve arrendere davanti alla prima difficoltà e per farlo servono studio e costanza.


Anche in “Un sogno ad acquerelli”, biografia dell’artista Cristina Baldi che firma le illustrazioni del volume, è presente un insegnamento: credere nei propri sogni e trasformarli in realtà. È questo ciò che ti ha colpito della vita di Cristina Baldi? Pensi che possa essere un insegnamento per ognuno di noi?

Cristina è un esempio di come si possano realizzare i propri sogni, nonostante le difficoltà che la vita ci pone davanti. Cristina ha lavorato duramente per trovare il suo posto “al sole” e continua tuttora a formarsi, a studiare nuove tecniche pittoriche.


Una domanda diversa dal solito, ma mi sembra in tema, perché nei tuoi libri si parla appunto di colore. Vorrei, se sei d’accordo, che tu provassi ad associare i sette colori dell’arcobaleno a sette favole del tuo libro e poi a sette libri che hai letto e che ti hanno colpita.

Viola – LA STRANA FARFALLA – LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI (PAOLO GIORDANO)

Indaco – FIOCCO – L’ARTE DI ESSERE FRAGILI (ALESSANDRO D’AVENIA)

Blu – LA CHIAVE DI VIOLINO – IL CAMMINO DI SANTIAGO (PAULO COELHO)

Verde – LE SCELTE DELLA VITA – LADRA DI LIBRI (MARKUS ZUSAK)

Giallo – IL CHICCO DI GRANO – CENERE STORIA DI UNA BAMBINA E DEL SUO MOSTRO (JONATHAN AUXIER)

Arancione – LA COLOMBA ESMERALDA – LIBERA UN’AMICA TRA LE ONDE (DARIA BERTONI)

Rosso – I GIGANTI DELL’AMORE – MALALA. LA MIA BATTAGLIA PER I DIRITTI DELLE RAGAZZE (MALALA YOUSAFZAI)


Descrivi ogni tua opera con tre parole (tre, non barare):

“Le favole dell’arcobaleno”: FANTASIA, COLORE, MORALE.

“Un sogno ad acquerelli”: SOGNO, ARTE, AMORE.


Suggerisci un sottofondo musicale per accompagnare la lettura delle tue opere (se vuoi puoi indicare anche una situazione ideale di lettura, tipo periodo della giornata, luogo, compagnia, ecc):

“Le favole dell’arcobaleno”: Senza ombra di dubbio, tutte le canzoni di Cristina D’Avena, chi meglio della famosa cantautrice conosce il mondo dei bambini?

“Un sogno ad acquerelli”: ”La primavera“ di Vivaldi, perché le note musicali emanano un senso di speranza verso il futuro: un sogno che si realizza.


“La colomba Esmeralda” […] parla di libertà.

Esmeralda vive una vita agiata, ma abita in una gabbia dorata, la cui porta è sempre rimasta aperta. Sarà Esmeralda che dovrà superare le sue paure per spiccare il volo verso l’ignoto.

Credo che tutti possiamo identificarci in Esmeralda. A volte abbiamo solo paura di abbandonare la nostra zona confort per spiccare il volo, ma solo quando lo facciamo riusciamo a realizzare i nostri obiettivi.

Ilaria Cecchi


Quando e come è nata la tua passione per la scrittura?

La mia passione per la scrittura risale all’infanzia, ho da sempre adorato scrivere storie di pura fantasia. È una passione che è nata di pari passo a quella della lettura.


Che cos’è per te la scrittura?

Per me la scrittura è passione ed evasione dal quotidiano, quando ho in mano carta e penna posso viaggiare nel tempo e nello spazio.


Per me la scrittura è passione ed evasione dal quotidiano, quando ho in mano carta e penna posso viaggiare nel tempo e nello spazio.

Ilaria Cecchi

Qual è la tua routine di scrittura, se ne hai una?

In realtà non ho una routine di scrittura, scrivo quando ho l’ispirazione e devo ammettere che la natura è la mia principale fonte di ispirazione.


Puoi raccontarci in che modo hai iniziato a occuparti di letteratura per l’infanzia?

Adoro scrivere per i bambini, credo che siano la parte pura del mondo… ho iniziato a scrivere per bambini quando ho preso la decisione di mettermi in gioco. Ho rispolverato le vecchie storie scritte da adolescente e le ho integrate con altre nuove.


Quali sono per te gli ingredienti che un bel romanzo deve avere? E una bella favola?

Un romanzo deve soprattutto coinvolgere il lettore, deve essere ricco di colpi di scena e avere una bella trama che incuriosisca il lettore. Una favola deve avere l’ingrediente fondamentale: la fantasia, con un pizzico di ironia e ovviamente deve incuriosire il piccolo lettore.


Quando i bambini sono felici di leggere le mie favole e si divertono, allora comprendo che faccio bene a coltivare la mia passione per la scrittura.

Ilaria Cecchi

Qual è la parte più difficile per te nel tuo percorso di ideazione, struttura, scrittura e promozione dell’opera? Perché?

Ho pubblicato il mio primo libro durante la pandemia Covid-19, quindi non ho mai avuto grande aspettative, anche perché ero agli esordi. Ho affrontato il mio percorso un passo alla volta, senza pretendere niente. Ho avuto degli ottimi risultati e ringrazio chi ha creduto in me. Ringrazio anche te Serena per avermi ospitata nel tuo blog, per avermi dato spazio.


E la parte che reputi più stimolante e divertente?

La parte più divertente è sicuramente la creazione delle favole e dei personaggi.


C’è un autore a cui ti ispiri? Perché?

Il mio idolo è Gianni Rodari, perché ha compreso che i bambini devono essere liberi di esprimersi, di sperimentare.  È riuscito a far apprezzare la lettura ai bambini, me compresa, attraverso il gioco e la fantasia.


Quanto è importante, secondo te, la lettura di altri autori per migliorare la propria scrittura?

Credo che sia fondamentale. La lettura apre la mente, risponde alle nostre domande e spesso ci crea nuovi interrogativi.


Ogni libro credo che contenga un messaggio al suo interno. A volte ho giudicato insignificante un testo solo perché nel momento in cui leggevo il libro non ero pronta ad afferrare il messaggio che l’autore voleva trasmettere

Ilaria Cecchi

Preferisci leggere autori già affermati o emergenti? Perché?

Leggo sia autori affermati, che emergenti, perché ogni libro credo che contenga un messaggio al suo interno. A volte ho giudicato insignificante un testo solo perché nel momento in cui leggevo il libro non ero pronta ad afferrare il messaggio che l’autore voleva trasmettere.


Credi che la scrittura e la lettura possano cambiare il mondo? Se sì, in che modo?

Penso di sì, una persona che legge ha sicuramente un bagaglio culturale maggiore di chi non lo fa e leggendo molto non si apprendono solo nozioni, ma cambiamo la prospettiva da cui osserviamo il mondo. Spesso, leggendo, si comprendono opinioni diverse dalle nostre.


Se tu dovessi indicare un’opera che hai letto e che ha cambiato il modo in cui vedi il mondo (intorno a te o dentro di te), quale indicheresti? Perché?

Sicuramente: ”Siddharta” di H. Esse. L’ho letto da ragazzina e mi ha veramente entusiasmata. Il tema principale è la ricerca del senso della vita, parla dell’anima, di come si evolve nel corso della nostra vita.  Un libro che consiglierei di leggere a tutti


Che tipo di opere ti piace leggere? Che genere o che stile devono avere? Devono affrontare particolari temi? Raccontaci cosa cerchi come lettore.

Non ho un genere letterario preferito, non amo particolarmente i romanzi dispotici. Quando scelgo un libro sono incuriosita non solo dalla trama, ma anche dallo stile di lettura. Adoro molto i romanzi psicologici.


A cosa stai lavorando?

Attualmente sto realizzando un albo illustrato, lavoro certosino perché bisogna saper calibrare testo ed immagine.



E che cosa puoi anticiparci sui tuoi progetti futuri?

Come dicevo sopra, sto lavorando alla creazione di un albo illustrato per bambini.


Oltre alla scrittura e alla lettura, hai altre passioni? Che cosa ci racconti a riguardo?

Oltre alla scrittura adoro la lettura, la musica, mi piace fare lunghe passeggiate nella natura. Amo la psicologia e l’astronomia.


Quale consiglio ti sentiresti di dare a un giovane autore che sogna di pubblicare il suo primo libro?

Semplicemente di credere in sé stesso e nelle proprie capacità.


Hai la possibilità di inviare nello spazio una sola opera (che sia una poesia, un racconto, un romanzo) di un autore più o meno conosciuto. L’autore puoi essere anche tu. In questa opera dovrebbe essere raccolto il tuo messaggio a memoria futura. Quale opera scegli e perché?

Invierei: “Il piccolo principe” di A. de S. Exupéry per i messaggi che trasmette in modo semplice e diretto. Si parla della vera essenza dell’amore e dell’amicizia in modo poetico.


Risposte secche:

  1. Casa editrice o self? CASA EDITRICE
  2. Giallo o nero? GIALLO
  3. Struttura a priori o in divenire? IN DIVENIRE
  4. Musica in sottofondo o silenzio? MUSICA IN SOTTOFONDO
  5. Prima persona o terza persona singolare? TERZA PERSONA SINGOLARE
  6. Libro cartaceo o digitale? LIBRO CARTACEO
  7. Revisione a schermo o su carta? REVISIONE A SCHERMO

Ringraziamo Ilaria per averci tenuto compagnia e aver portato un po’ di colori sul blog.

Se le sue risposte vi hanno incuriosito, vi suggerisco di approfondire qui:



Una replica a “Di arcobaleno, di acquerelli – Ilaria Cecchi”

  1. […] molte autrici: Tommaso Landini, Marco De Matteis, Marta Brioschi, Dario Zizzo, Maricla Pannocchia, Ilaria Cecchi, Marco Moretti e Alessia […]

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