Pa-ro-le: Viluppo

Che cosa vuol dire “viluppo”? Dove usare questa parola?

Vi ho già raccontato che l’ispirazione della rubrica “Pa-ro-le” è nata durante la lettura del romanzo “Il signore delle mosche”. Vi ho parlato anche della nascita dell’idea della storia contenuta in questo libro. Potete trovare tutto qui.

La parola “viluppo”

Qualora stiate pensando di utilizzare la parola “viluppo” in poesia, potrebbe esservi utile sapere che è composta da tre sillabe e che è una parola piana (l’accento cade sulla penultima sillaba).

La divisione in sillabe sarà questa:

vi-lup-po

L’accento cadrà sulla “u” della sillaba “lup”.

Significato di “viluppo”

La parola “viluppo” ha questi significati:

  • Groviglio confuso, specialmente di cose allungate (come capelli, fili, ecc);
  • In senso figurato: intrigo, imbroglio.

E voi? Conoscevate questa parola? L’avete usata in qualche opera o in qualche contesto? Fatemelo sapere in un commento!

2 risposte a “Pa-ro-le: Viluppo”

  1. Quindi dire “capelli completamente viluppati” sarebbe lo stesso che dire aggrovigliati. O no?

    Piace a 1 persona

    1. Per mio gusto personale, suggerirei “un viluppo di capelli (disordinati)” 🙂

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