Catrame, oscurità e sangue – Carola Cestari

Intervista all’autrice di “Nero Catrame”, “GiallOscuro” e “ImPURO SANGUE” – Carola Cestari

Abbiamo conosciuto Carola Cestari nella segnalazione del suo ultimo romanzo, “ImPURO SANGUE“, qui.

Lettrice compulsiva, scrittrice per diletto, amante dei viaggi. Adora i gatti (ne ha tre) e gli orti sul balcone. Abita a Milano con la propria famiglia, ma parte della vita l’ha trascorsa in Veneto.

Scrive dall’agosto 2018 e ha pubblicato 3 libri gialli con Dragonfly Edizioni: “Nero catrame“, “GiallOscuro” e “ImPURO SANGUE”.


1Ciao Carola, ben arrivata. So che durante la tua vita ti sei spostata molto, per lavoro, per studio, per viaggio. Se tu avessi la possibilità di trascorrete tre mesi in un’isola deserta, accetteresti? Se sì, quali oggetti metteresti nella tua valigia e perché?

Ciao Serena e grazie dell’opportunità di questa intervista. Certo, accetterei ben lieta un’avventura di 3 mesi su un’isola deserta. Nella mia valigia (sicuramente microscopica perché amo muovermi senza zavorre) inserirei una foto delle persone (e animali) che amo, un buon libro e un foulard di seta. Li colleziono e mi riparano dal sole, dal freddo, oppure tengono in ordine i capelli. Insomma, li uso in ogni stagione.


La prima domanda non è così casuale. I tuoi romanzi noir sono infatti ambientati a Vancouver. Come mai questa scelta? Quali delle sue caratteristiche, secondo te, ha sposato il tuo ideale di noir?

Pur avendo viaggiato spesso nella mia vita, non sono mai stata in Canada e ci vorrei davvero andare. La pandemia mi ha bloccato temporaneamente ma Vancouver è annoverata tra le città dove si vive meglio al mondo. C’è il porto, le montagne, la città: ogni contesto urbano e paesaggistico che si possa desiderare. È stata utilizzata come ambientazione per numerosi film famosi. Inoltre, piove spesso e l’atmosfera fosca e tenebrosa dei temporali la rende un contesto ideale per un noir.


Ci sono generi letterari in cui c’è una predominanza di autori maschili. Questo accade sia nei generi giallo e noir, che in quello che principalmente scrivo io, il fantastico. Secondo te c’è davvero differenza tra una mano maschile e una femminile nello scrivere una storia?

È vero: nella maggior parte dei casi, lo scrittore di gialli e noir è un uomo. Ad eccezione ovviamente della famosa Agatha Christie. Personalmente, adoro cambiare le regole, perciò non sono assolutamente preoccupata da questo fatto. Credo ci sia una differenza nella scrittura: in genere, nei libri scritti da donne ho trovato un minor ricorso al sangue e all’horror, che evito anch’io.


Ricollegandomi alla domanda precedente, ti vorrei porre una domanda che ho fatto a un’altra collega giallista: hai mai pensato di firmare le tue opere con un nome maschile? Perché?

Bella domanda, che in effetti anche a me è già stata posta. Non ho mai usato pseudonimi maschili e non intendo farlo. Preferisco sia ben chiaro chi sono, il mio background e il mio stile. Credo che un’opera debba essere valutata per il suo valore, non per il sesso di chi scrive. Credo molto nell’intelligenza dei lettori e ho fiducia in loro.



Siamo abituati, quando leggiamo il noir, a trovare un’atmosfera cupa e torbida. Il titolo del tuo primo romanzo, “Nero catrame” potrebbe descrivere perfettamente l’ambientazione che ci aspettiamo in un noir. La protagonista di “Nero catrame” e di “ImPURO SANGUE”, Anna, è una donna in cui troviamo sia aspetti da detective sia da vittima. Che cosa puoi svelarci su di lei?

Come dici correttamente tu, mi piaceva far sì che la vita personale di Anna si incrociasse con quella professionale. Si tratta di una ragazza che ha avuto un’infanzia e un’adolescenza complicate e che non ha mai conosciuto il padre. Ciò l’ha portata a sviluppare alcune fragilità caratteriali: il “nero catrame” del titolo si riferisce per esempio alla sensazione che l’avvolge quando la colgono le frequenti crisi di ansia e panico. Come se una sostanza viscida e collosa l’avvolgesse e le impedisse di respirare. È però una persona che rifiuta l’etichetta di vittima: preferisce definirsi una superstite e una guerriera.


Anna vive un momento di profonda difficoltà in cui crede che sia impossibile risolvere un caso che la sta coinvolgendo molto personalmente. Che cosa vorresti dirle, se tu potessi, in quel momento?

Le direi di affidarsi all’istinto (come poi farà, soprattutto grazie all’aiuto del falco Angus) e al suo compagno di squadra. Credo che un punto di vista diverso sia sempre utile per pensare in modo alternativo e trovare soluzioni insperate. Allo stesso modo, spesso il nostro istinto ci segnala la corretta via, ma lo mettiamo a tacere per mille motivi diversi.



Nei tuoi due romanzi le vittime sono spesso giovani. Pensi che le nuove generazioni siano più esposte a pericoli rispetto a quelle precedenti? Se sì, perché?

Penso che le figure genitoriali o comunque familiari, siano molto importanti nei primi anni di vita. Sapere di essere amati aiuta a far crescere la confidenza in se stessi, a credere in noi e ad avere coraggio. I temi di genitorialità assente e l’infanzia negata mi stanno molto a cuore. Credo sia importante parlarne e scriverne. Sono argomenti che si ritrovano spesso anche nei miei racconti.



Anna, Vancouver, giovani vittime, spettri nel proprio passato e dentro di sé: questi mi sembrano alcuni degli elementi caratteristici dei tuoi noir. Senza fare spoiler, in che modo è cambiata Anna dal primo al secondo romanzo?

Nel secondo romanzo, “ImPURO SANGUE”, Anna è cambiata perché la risoluzione di un caso così complicato come quello raccontato in “Nero catrame” l’ha aiutata a credere nelle sue capacità. Inoltre, si è rafforzato il suo rapporto con il compagno di squadra, che rappresenta talvolta per lei una figura paterna. Infine, è giunto per lei il momento di cercare di far funzionare la sua nuova relazione d’amore (in passato non c’era mai riuscita) e lavorare con altri agenti nella squadra.


Una domanda per i lettori interessati: per leggere “ImPURO SANGUE” è necessario aver letto prima “Nero catrame”?

No, in ogni libro c’è la risoluzione di un caso seguito da Anna. Però alcuni personaggi sono in comune e può essere interessare capire come evolvono, ricordando che nei miei libri, i personaggi non sono mai completamente buoni o totalmente cattivi. Come nella realtà, possono mostrare entrambe le facce.


Ho una domanda sul titolo “ImPURO SANGUE”, in particolare su una scelta grafica che sicuramente è lì per un motivo: quella emme minuscola. Puoi dirci qualcosa a riguardo?

Sì, corretto. Parlo di sangue nel senso di DNA: la domanda è perciò, quanto sarà importante scoprire se il sangue è puro o meno? C’è ovviamente un gioco di parole, ma lascio al lettore trovare la soluzione.




“GiallOscuro” è invece una raccolta di racconti. Ci racconti come è nata e che sfumature di giallo dobbiamo aspettarci di trovare?

Sono i racconti gialli che sono stati premiati nei concorsi a cui ho partecipato in questi anni. Quindici storie nelle quali il mistero si interseca con la vita quotidiana dei protagonisti, con varie sfumature di intensità, dal giallo al noir più acceso.

Vi sono narrate relazioni d’amore nelle quali il caso modifica il corso delle esistenze, rapporti fra fratelli e amici che affrontano morti inaspettate e inspiegabili, ritrovamenti casuali di oggetti che modificano per sempre la vita dei fortuiti possessori. Senza dimenticare alcuni anziani che guidati dalla curiosità, scoprono verità finora celate ai più.


C’è un racconto a cui sei particolarmente legata? Perché?

Sono legata a tutti loro perché mi hanno regalato emozioni bellissime nel momento in cui sono stati premiati. Se posso citarne uno, in “Passeggiata autunnale” che parla di violenza sulle donne, è descritto un cane, Moka, che in realtà ha il nome di una delle mie gatte.


Una domanda tecnica: in che modo cambia il tuo modo di lavorare come autrice tra un romanzo e un racconto?

È molto diverso per me. Nel romanzo si scrive a 360 gradi, avvolgendo i personaggi con descrizioni e ambientazioni, mentre nei racconti vado per sottrazione, nel senso che, dovendo rimanere più contenuti nel numero di parole e lunghezza, tolgo tutto ciò che è superfluo o non necessario, lasciando solo il cuore della storia.


Oltre al genere, ci sono punti di contatto tra le storie e i temi dei tuoi romanzi con quelle dei tuoi racconti?

Sì, amo parlare di persone comuni, non di supereroi. Penso che sia importante che il lettore possa ritrovarsi nelle descrizioni e nei caratteri dei protagonisti. Sentirli parte del suo mondo. Persone normali con pregi e difetti.


Che tipo di storia dobbiamo aspettarci di trovare tra le pagine dei tuoi libri?

Storie che diano risalto alla necessità di prenderci cura degli altri, di essere solidali ed empatici. Di darci aiuti reciproco e di porre attenzione alle reazioni che provocano negli altri le nostre azioni. Con un occhio di riguardo per l’infanzia.


Descrivi ogni tua opera con tre parole (tre, non barare):

“Nero catrame” Intrigante, avvincente, intricato

“GiallOscuro” Curioso, spiazzante, dolce-amaro

“ImPURO SANGUE” Coinvolgente, convincente, ipnotico

Li ho presi dalle recensioni dei miei lettori!


Suggerisci un sottofondo musicale per accompagnare la lettura delle tue opere (se vuoi puoi indicare anche una situazione ideale di lettura, tipo periodo della giornata, luogo, compagnia, ecc):

Per me la musica è molto importante e quindi su Spotify, associato al mio nome, si possono trovare le playlist che mi hanno fatto compagnia durante la stesura dei tre libri. Vi invito ad ascoltarle, sono disponibili per tutti e hanno lo stesso titolo dei libri.


Quando e come è nata la tua passione per la scrittura?

Ho sempre amato leggere, ma fino al 2018 mi sono dedicata principalmente alla famiglia e al lavoro. Con la crescita dei figli, ho poi trovato dei piccoli spazi di tempo e ho pensato di dedicarli alla scrittura. Così ho iniziato a partecipare a dei concorsi letterari, vincendone alcuni. In uno di questi, il primo premio era la pubblicazione di un romanzo. Così nel maggio 2021 è uscito “Nero Catrame”, edito da Dragonfly edizioni.


Che cos’è per te la scrittura?

È libertà e viaggio. Mi permette di essere chiunque e andare ovunque. Ma quello che prediligo è raccontare storie. Partendo da conversazioni o fatti che leggo, amo dare sfogo alla fantasia. E confrontarmi con i lettori, capire se sono riuscita a dar origine a emozioni, è fantastico.


Credo che un’opera debba essere valutata per il suo valore, non per il sesso di chi scrive. Credo molto nell’intelligenza dei lettori e ho fiducia in loro.

Carola Cestari

Qual è la tua routine di scrittura, se ne hai una?

Purtroppo, no. Scrivo appena ho un momento libero, anche in metro mentre torno dal lavoro. Però prediligo farlo nel weekend o in vacanza. Purtroppo, non riesco a mantenere una routine, perché famiglia e lavoro occupano giustamente, una gran parte del mio tempo.


Quali sono per te gli ingredienti che un bel romanzo deve avere?

Deve suscitare sorpresa e interesse. Occorre uno stile accurato ma non banale, basato su fatti credibili e in grado di suscitare emozioni. Deve fare compagnia e nello stesso tempo far viaggiare la fantasia.


Qual è la parte più difficile per te nel tuo percorso di ideazione, struttura, scrittura e promozione dell’opera? Perché?

Le idee che ho sono tante ma la parte più complessa, per me, è la strutturazione, cioè la creazione su carta di uno schema riassuntivo con tutti i punti di snodo della storia, sia geografici che temporali, in modo che le azioni siano veramente sequenziali, non ci siano buchi di trama e i personaggi siano credibili.


E la parte che reputi più stimolante e divertente?

Svegliarmi di notte con nuove idee su come far risolvere il caso ai protagonisti. Lascio carta e penna vicino al comodino, per sicurezza. La parte di creazione della storia è sicuramente la più sfidante e piacevole.


C’è un autore a cui ti ispiri? Perché?

Sì, Isaac Asimov, che è stato un grandissimo scrittore di fantascienza e gialli. La serie dei “Vedovi Neri” è una delle mie preferite. Inoltre, come lui, amo la fantascienza. E’ stato straordinariamente prolifico e scopro sempre nuovi libri che ha scritto ed io non ho ancora letto.


Quanto è importante, secondo te, la lettura di altri autori per migliorare la propria scrittura?

Moltissimo. Credo che in generale, sia importante leggere, non solo libri del genere di cui si scrive, ma in generale. Può produrre nuove idee, confronto e ispirazione continua. Inoltre, aiuta a migliorare l’uso del lessico.


Il “nero catrame” del titolo si riferisce per esempio alla sensazione che l’avvolge quando la colgono le frequenti crisi di ansia e panico. Come se una sostanza viscida e collosa l’avvolgesse e le impedisse di respirare.

Carola Cestari

Preferisci leggere autori già affermati o emergenti? Perché?

I classici li ho spesso letti in passato, ora prediligo autori moderni, spesso sconosciuti. Mi piace scoprire nuovi stili. Il mercato dell’editoria sta cambiando negli ultimi anni e molti libri interessanti non si trovano in libreria ma vengono segnalati sui social o con il passa-parola.


Credi che la scrittura e la lettura possano cambiare il mondo? Se sì, in che modo?

Credo che le emozioni possano cambiare il modo, perciò tutto ciò che le descrive o le suscita può decisamente migliorare la nostra vita e di conseguenza il mondo che ci circonda. Un buon libro può essere in questo senso una bussola, come lo è in generale l’arte.


Se tu dovessi indicare un’opera che hai letto e che ha cambiato il modo in cui vedi il mondo (intorno a te o dentro di te), quale indicheresti? Perché?

Tutta la serie di libro di Hercule Poirot. Ho divorato i libri di Agatha Christie e adorato questo strano e buffo investigatore, dalla mente geniale e dall’ego esagerato.


Che tipo di opere ti piace leggere? Che genere o che stile devono avere? Devono affrontare particolari temi? Raccontaci cosa cerchi come lettore.

Come lettrice sono onnivora in generale, ma non amo l’horror. prediligo i romanzi che approfondiscono le tematiche psicologiche e siano credibili, ben strutturati, curati nel vocabolario e con copertine che ispirano. 


I temi di genitorialità assente e l’infanzia negata mi stanno molto a cuore. Credo sia importante parlarne e scriverne. Sono argomenti che si ritrovano spesso anche nei miei racconti.

Carola Cestari

A cosa stai lavorando?

Sto scrivendo un romance un po’ umoristico e un romanzo di fantascienza. Vorrei sfidarmi su diversi generi letterari, così come faccio con i racconti.


E che cosa puoi anticiparci sui tuoi progetti futuri?

Sicuramente in futuro vorrei scrivere un terzo episodio per la poliziotta Anna. Il finale di “ImPURO SANGUE” rimane ancora aperto su alcune tematiche della sua vita personale, e spero di poterle riprendere in un ulteriore romanzo.


Credo che le emozioni possano cambiare il modo, perciò tutto ciò che le descrive o le suscita può decisamente migliorare la nostra vita e di conseguenza il mondo che ci circonda. Un buon libro può essere in questo senso una bussola, come lo è in generale l’arte.

Carola Cestari

Oltre alla scrittura e alla lettura, hai altre passioni? Che cosa ci racconti a riguardo?

Sì, come anticipavo adoro le piante che coltivo sul terrazzo. E i miei tre gatti, tutti trovatelli, che mi seguono in ogni movimento quando sono in casa. Tengono molta compagnia e sono protagonisti di tanti post su Facebook e Instagram.


Quale consiglio ti sentiresti di dare a un giovane autore che sogna di pubblicare il suo primo libro?

Di credere in se stesso, di scrivere tanto e spesso. Di leggere moltissimo, di confrontarsi con altri autori. I concorsi letterari possono essere un modo per farsi conoscere così come riuscire a pubblicare racconti o stralci di romanzi sui blog. I social possono essere utili per conoscere altri scrittori e per farsi apprezzare.


Hai la possibilità di inviare nello spazio una sola opera (che sia una poesia, un racconto, un romanzo) di un autore più o meno conosciuto. L’autore puoi essere anche tu. In questa opera dovrebbe essere raccolto il tuo messaggio a memoria futura. Quale opera scegli e perché?

Adoro le poesie del greco Ghiannis Ritsos e invierei quindi le sue opere. Le trovo eccezionali. Adoro leggere poesie e ammiro i poeti perché io non riuscirei a condensare tanta emozione in poche righe.


Risposte secche:

  1. Casa editrice o self? Entrambe, ma all’inizio meglio casa editrice
  2. Giallo o nero? Entrambi!
  3. Struttura a priori o in divenire? A priori, ma rileggendo a volte cambio intere parti.
  4. Musica in sottofondo o silenzio? Musica a volume basso
  5. Prima persona o terza persona singolare? Terza persona
  6. Libro cartaceo o digitale? Personalmente cartaceo. Adoro l’odore della stampa
  7. Revisione a schermo o su carta? Entrambe… riguardo così tante volte. Non sono mai abbastanza.

Ringraziamo Carola per aver parlato con noi di un genere che spesso viene considerato quasi prettamente maschile e averci dimostrato, con sincerità e coraggio, che anche le donne possono scrivere bei gialli e bei neri.

Se le sue risposte vi hanno incuriosito, vi consiglio di approfondire qui:

Potete trovare Carola Cestari anche su FB, IG e TikTok.



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