Di favole, di proverbi – Mariagrazia Talarico

Intervista all’autrice Mariagrazia Talarico

Se dovesse presentarsi in poche righe, Mariagrazia Talarico direbbe questo:

Mariagrazia Talarico Educatrice, esperta in Mindfulness e tecniche di scrittura emotiva, consulente di oli essenziali e fiori di Bach.

Futura naturopata.

Le risposte dell’autrice sono dolci e sincere; mi hanno molto colpita quella sulla lentezza e quella sulla Francia, ma non voglio anticiparvi altro!

Potete trovare Mariagrazia Talarico, autrice di “Proverbi in favola”, anche sui profili IG e FB cercando “scrittura del benessere”.


Ciao Mariagrazia, e benvenuta tra noi. Come nasce la tua passione per la scrittura per bambini?

Sono un’educatrice, ho insegnato molti anni nella scuola primaria e come animatrice in estate, dall’esperienza diretta con i bambini è nato il raccontare storie, favole e fiabe e poi scriverle per non dimenticarle.


Quanto è importante, secondo te, trasmettere dei valori ai lettori più giovani attraverso le storie?

Credo sia fondamentale per la crescita armonica del bambino, le storie fanno da esempio, sono come un faro che guideranno la crescita del bambino, aiutano a creare la personalità del bambino. Come conseguenza un adulto sano ed equilibrato con autostima e fiducia nella vita. Le storie ci insegnano che esistono i buoni e cattivi, ci insegnano ad impegnarci per raggiungere i nostri obiettivi, ci insegnano che con la morale che c’è sempre qualcosa da apprendere. E tutti i giorni noi adulti apprendiamo qualcosa dalla vita a volte in maniera dolorosa a volte in maniera felice. Anche i bambini apprendono dalla quotidianità, ma hanno una predisposizione più spiccata ad apprendere dalle storie, imparano grazie alla loro fantasia che l’adulto deve stimolare.



Ci puoi raccontare come è nata l’idea di scrivere “Proverbi in favola”?

Amo Esopo e Fedro, il fatto che loro mettono la morale nell’ultima riga; ho voluto provare a creare qualcosa di simile ma molto più semplice quindi per bambini e al posto di mettere la morale alla fine l’ho messa come proverbio all’inizio.

Ogni proverbio è un titolo di una favola. Ogni proverbio ci fa riflettere e questo è un grande insegnamento: la riflessione.


Nel tuo libro si intrecciano fantasia e saggezza popolare, favole e proverbi. Ci puoi parlare del tuo rapporto con la tradizione popolare?

Sono nata in un piccolo paesino le tradizioni sono molto importanti, gli anziani soprattutto ripetono i proverbi sul tempo e sulla semina dell’orto come fossero legge.


Sono un’educatrice, ho insegnato molti anni nella scuola primaria e come animatrice in estate, dall’esperienza diretta con i bambini è nato il raccontare storie, favole e fiabe e poi scriverle per non dimenticarle.

Mariagrazia Talarico

In quale fascia d’età dovrebbero trovarsi i lettori per apprezzare al meglio il tuo libro?

Io credo che non esista una vera e propria fascia di età, un libro può essere letto benissimo anche da un adolescente che magari non ama leggere e ci vuole provare. Così come un adulto.

Per quanto riguarda la fascia prettamente dei bambini, era definita standard, a cui io credo poco, sono sincera! È ottimo dai quattro agli otto anni. Se un bambino legge da solo è ottimo anche per un ragazzino di dieci anni, se invece il libro viene letto da un genitore allora anche quattro vanno bene.


8. Qual è, secondo te, il valore più importante che i bambini di oggi devono riscoprire?

Secondo me il valore più grande è la lentezza. Poter permettere al bambino di rispettare i suoi tempi. Purtroppo i bambini soffrono molto quando gli adulti fanno dei paragoni con altri bambini. Per questo dico che la lentezza è un valore e se i bambini la riscoprissero potrebbero rallentare e non rischiare così di diventare dei futuri adulti frenetici, che fanno fanno fanno senza capire se quello che stanno effettivamente compiendo.  Un bambino, così come anche un adulto ha il diritto di essere lento, magari non sempre ma in certi periodi della vita, senza sentirsi in colpa.


Nelle tue favole è narrata e illustrata anche la natura. Che rapporto hai con lei?

La natura secondo me è la parte più importante soprattutto in infanzia, quando ero piccola rotolavo sui prati. Andavo a una cascata vicino a casa costruire dighe, raccoglievo fiori, camminavo per sentieri con il mio cane e mi sentivo contenta. La natura è accogliente, certo bisogna stare attenti, per esempio quando rotolavo nei prati prima di tutto guardavo la traiettoria da prendere per non finire in un burrone. Un bambino dovrebbe stare più tempo possibile nella natura perché gli permette di respirare aria salubre, gli permette di capire anche qui la lentezza della natura.


C’è un racconto della raccolta a cui sei particolarmente legata? Ci racconti perché?

Sono molto legata a Ollavacenac! Due fratellini litigano trovando una bacchetta magica e uno vuole un cavallo e l’altro un cane, così comprare un cane cavallo. Il titolo è: L’apparenza inganna.

Sono legata a questa favola perché riesce a mettere d’accordo due richieste opposte trovando un compromesso. Spesso quando si litiga ci si dimentica che si può creare sempre un punto di incontro. È inutile restare bloccati nelle proprie idee senza ascoltare le ragioni altrui.


Le storie ci insegnano che esistono i buoni e cattivi, ci insegnano ad impegnarci per raggiungere i nostri obiettivi, ci insegnano che con la morale che c’è sempre qualcosa da apprendere. E tutti i giorni noi adulti apprendiamo qualcosa dalla vita a volte in maniera dolorosa a volte in maniera felice. Anche i bambini apprendono dalla quotidianità, ma hanno una predisposizione più spiccata ad apprendere dalle storie, imparano grazie  alla loro fantasia che l’adulto deve stimolare..

Mariagrazia Talarico

Il tuo libro non è solo un libro da leggere, ascoltare e sfogliare, ma anche da colorare. Da dove nasce la decisione di inserire tavole per attività manuali dei bambini? Ti piace l’idea di un libro dinamico?

Ho voluto creare un libro dove i bambini potessero colorare e ritagliare perché credo che sia molto importante che possano interagire con il libro e farlo proprio. Sono certa che se un bambino è attivo e non si limita soltanto ad ascoltare riesce ad apprendere con più felicità. Esplora, fa esperienze diverse e sente che è parte della storia.


In che modo è diverso per te scrivere qualcosa destinato a un pubblico adulto o a un pubblico bambino?

Ho provato a scrivere contemporaneamente sia il mio primo romanzo che i racconti e sono andata in tilt; quindi, prima ho finito racconti e poi ho proseguito il romanzo. Ho capito che per me è difficile fare entrambe le cose negli stessi giorni.

Sia la scena che visualizzo, sia il linguaggio che usa è molto diverso a seconda degli ambiti in cui scrivo se è un romanzo oppure un racconto per bambini, ed è diverso proprio anche l’approccio per i valori che voglio trasmettere.

Quindi direi una sorta di visualizzazione e le parole che uso sono completante diverse.


Descrivi “Proverbi in favola” con tre parole (tre, non barare):

Vintage, affettuoso, valido.


Suggerisci un sottofondo musicale per accompagnare la lettura di “Proverbi in favola” (se vuoi puoi indicare anche una situazione ideale di lettura, tipo periodo della giornata, luogo, compagnia, ecc):

Proporrei di leggere il libro di sera, nel letto con i genitori sulle note di “il Guerriero” di Mengoni.


Quando e come è nata la tua passione per la scrittura?

Ho iniziato a scrivere quando sono andata in gita scolastica a Parigi, ho visto talmente tantissime belle cose: monumenti, case, persone, vie, chiese è tutto quello che c’è che sono rimasta senza parole. Ho iniziato a scrivere dopo quella esperienza. In seguito ho iniziato a lavorare con i bambini e ho capito quanto erano importanti le storie per creare momenti unici con loro.

Mi piace pensare che Parigi mi ha dato la fantasia e i bambini la voglia di scrivere, di raccontare, di fantasticare. “Ho una piccola Francia dentro di me”.


Ogni proverbio è un titolo di una favola. Ogni proverbio ci fa riflettere e questo è un grande insegnamento: la riflessione.

Mariagrazia Talarico

Che cos’è per te la scrittura?

Per me la scrittura è sia una fuga della realtà sia un capirmi meglio; è una compagna, è un modo di essere. Le parole sono delle tessere di un puzzle che piano piano si forma. La scrittura è anche sacrificio e difficoltà perché spesso si sbaglia. Molte volte capisco di non riuscire a descrivere come vorresti una scena. La scrittura è un’entusiasmante scommessa: a volte la vinci a volte la perdi.


Qual è la tua routine di scrittura, se ne hai una?

Solitamente scrivo al mattino appena mi sveglio, molte volte nel weekend e purtroppo mi vengono in mente dell’idea qualsiasi ora; io se non li appunto le perdo e non me le ricordo più. Per questo creare una routine vera e propria mi viene davvero difficile, perché è un po’ “un terno al lotto” nel senso che non decido tanto io quando scrivere ma qualcosa dentro di me che si attiva. Diciamo che solitamente si attiva la mattina appena mi sveglio, ma non è detto che sia sempre così.


Il valore più grande è la lentezza. Poter permettere al bambino di rispettare i suoi tempi. Purtroppo i bambini soffrono molto quando gli adulti fanno dei paragoni con altri bambini. Per questo dico che la lentezza è un valore e se i bambini la riscoprissero potrebbero rallentare e non rischiare così di diventare dei futuri adulti frenetici.

Mariagrazia Talarico

Quali sono per te gli ingredienti che una bella favola deve avere?

Se immaginavo una favola come fosse una torta direi che ingredienti principali sono i valori, almeno un valore da trasmettere e poi potremmo proseguire con le persone coinvolte nel racconto. Spesso si pensa al protagonista come il numero uno, invece bisogna anche rendersi conto che molto spesso il protagonista è mosso da persone che gli stanno vicino che gli danno dei buoni consigli e da persone che lo ostacolano e fanno in modo che lui si metta alla prova per mettere in evidenza i suoi punti di forza e di debolezza. Per questo le persone che girano attorno al protagonista credo siano più importanti del protagonista stesso. Lo so, sono impopolare, ma chi lo circonda gli permette di vivere appieno la sua missione. Altri ingredienti potrebbero essere l’ambientazione, cosa che a me viene davvero difficile da descrivere e non può mancare la suspence


Qual è la parte più difficile per te nel tuo percorso di ideazione, struttura, scrittura e promozione dell’opera? Perché?

Come mi è scappato di dire prima l’ambientazione sicuramente la parte più difficile per me, e una volta superato quell’ostacolo la promozione è una parte molto difficile. Perché sapersi autopromuoversi non è da tutti e molti di noi scrittori siamo introversi, facciamo fatica a parlare di noi e le regole del marketing sono spesso un po’ troppo poco etiche.


E la parte che reputi più stimolante e divertente?

Lo stato di brainstorming, mi viene in mente di tutto e sento quasi ogni potente poi quando vado a scrivere mi dimensiono molto e capisco che devo leggere molto di più per scrivere in modo fluido.


C’è un autore a cui ti ispiri? Perché?

Non ho un autore particolare; mi piace molto la Montessori e tutti i suoi insegnamenti, amo molto anche altri pedagogisti come il Piaget per esempio. Sono stata molto affascinata dalla educazione filosofica di Rousseau. Credo di ispirarmi ai pedagogisti più che agli autori.


Quanto è importante, secondo te, la lettura di altri autori per migliorare la propria scrittura?

La lettura è importantissima ma io sono pigra e preferisco scrivere e scrivere, correggere e poi riscrivere. Mi sono ripromessa di leggere di più e lo sto già facendo, ma dentro di me il mio impulso è quello di scrivere sempre.


Sono certa che se un bambino è attivo e non si limita soltanto ad ascoltare riesce ad apprendere con più felicità. Esplora, fa esperienze diverse e sente che è parte della storia.

Mariagrazia Talarico

Preferisci leggere autori già affermati o emergenti? Perché?

Molte volte preferisco leggere autori emergenti semplicemente perché li sento più vicini a me. Adoro autori come Calvino, Collodi, Rodari, sono parte un patrimonio culturale che non può non essere letto perché è come se fossi parte del nostro DNA.


Credi che la scrittura e la lettura possano cambiare il mondo? Se sì, in che modo?

Credo che sia la scrittura che la lettura abbiano già cambiato il mondo. Il problema sta nelle troppe distrazioni, il cellulare, i tablet, la tv, … Sono tutte distrazioni che rendono difficile sia la lettura che la scrittura e per questo si fatica a vedere dei miglioramenti concreti nel mondo. Secondo me siamo in un periodo storico dove c’è davvero di tutto e anche tanto di valido, se vogliamo imparare c’è l’imbarazzo della scelta il problema è la poca attenzione che purtroppo abbiamo tutti.


Se tu dovessi indicare un’opera che hai letto e che ha cambiato il modo in cui vedi il mondo (intorno a te o dentro di te), quale indicheresti? Perché?

 Credo che sia Pinocchio, perché ha tantissime sfaccettature: ci sono metafore della vita che poi ti trovi anche da adulto che ti fanno veramente capire cos’è un capolavoro man mano che cresci e lo senti sempre più tuo. Ricordo che avevo il salvadanaio a forma di Pinocchio e ogni volta che lo guardavo pensavo di non finire nel paese dei Balocchi dove tutto è bello ma poi tu diventi un asino. E questo è stato un grande insegnamento che mi ha fatto capire che il solo divertimento, il disimpegno, il cercare sempre la felicità momentanea non porta niente.


Che tipo di opere ti piace leggere? Che genere o che stile devono avere? Devono affrontare particolari temi? Raccontaci cosa cerchi come lettore.

Come lettrice mi piace tantissimo leggere libri di crescita personale, per poi scaturirne degli insegnamenti da mettere nei libri e anche nella mia vita. Mi piace leggere oltre a libri di auto miglioramento anche le biografie per scoprire i momenti difficili di persone illustri, come li hanno superati. Mi piace leggere romanzi Young per capire meglio la gioventù e le favole di Rodari. Mi piacciono le frasi corte. E anche qui sarò impopolare l’incipit tranquillo, non per forza iniziare con una scena movimentata. E come lettrice cerco la semplicità, soggetto, verbo, complemento oggetto. Per il fatto che dicevo prima ci sono tante distrazioni, tanti pensieri, difficoltà a concentrarsi e quindi la semplicità per me vince.


Mi piace pensare che Parigi mi ha dato la fantasia e i bambini la voglia di scrivere, di raccontare, di fantasticare. “Ho una piccola Francia dentro di me”.

Mariagrazia Talarico

A cosa stai lavorando?

Ora al mio primo romanzo che ormai ho terminato, purtroppo devo correggere i refusi e questo è un lavoraccio. Sto ultimando altri due altri libri per bambini.


E che cosa puoi anticiparci sui tuoi progetti futuri?

Ho creato Scrittura del benessere uno spazio dove insegno tecniche di scrittura che generano benessere per eliminare stress e solitudine e prossimamente uscirà un libro sul Journaling e un corso digitale. Come dicevo sto studiando come naturopata e ho già preso le abilità per consigliare sia fiori di Bach che Oli essenziali. Nei miei progetti c’è anche una visione olistica dove poter abbinare la scrittura.


Oltre alla scrittura e alla lettura, hai altre passioni? Che cosa ci racconti a riguardo?

Mi piace molto la Mindfulness, infatti, sono riuscita a prendere la certificazione come esperta di Mindfulness. Mi piacerebbe creare una sorta di vita zen con rimedi naturali e pratiche di consapevolezza capaci di dare sollievo al dolore dell’anima e del cuore.


Quale consiglio ti sentiresti di dare a un giovane autore che sogna di pubblicare il suo primo libro?

Mi sento di dargli il consiglio di divertirsi, e di utilizzare un principio Mindfulness: la pazienza.  Mi spiego meglio: “sii paziente sia quando scrivi, quando scegli il modo migliore per te di pubblicare la tua opera, quando vuoi promuovere il tuo libro, quando vorresti essere autore conosciuto. Sii paziente”.


Quale qualità, secondo te, deve avere un autore di libri per bambini?

Un autore per bambini secondo me dovrebbe conoscere i bambini, o almeno frequentarli di tanto in tanto, giocare con loro parlare con loro. Spesso noi immaginiamo un bambino che non esiste mentre se stiamo con i bambini stessi ci accorgiamo di quello che hanno bisogno, di quello che vorrebbero, di quello che sognano.


Hai la possibilità di inviare nello spazio una sola opera (che sia una poesia, un racconto, un romanzo) di un autore più o meno conosciuto. L’autore puoi essere anche tu. In questa opera dovrebbe essere raccolto il tuo messaggio a memoria futura. Quale opera scegli e perché?

No nessuna opera perché mi sembrerebbe di fare un dispetto alle altre, e ti dirò anche questo credo: di non avere le capacità critiche per poter dare una risposta corretta.


Sii paziente sia quando scrivi, quando scegli il modo migliore per te di pubblicare la tua opera, quando vuoi promuovere il tuo libro, quando vorresti essere autore conosciuto. Sii paziente.

Mariagrazia Talarico

Risposte secche:

  1. Casa editrice o self? Per Il mio libro proverbi in favola ho scelto una casa editrice
  2. Giallo o nero? Il giallo è il mio colore preferito ma non è il mio genere!
  3. Musica in sottofondo o silenzio? Silenzio
  4. Struttura a priori o in divenire? In divenire
  5. Prima persona o terza persona singolare? Prima persona: è più facile mettere le virgole!

Ringraziamo Mariagrazia per la delicatezza con cui ha risposto alle nostre domande. Se volete approfondire, vi consiglio di farlo qui:



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