Le parole delle emozioni: Libertà – n. 1

La libertà – “Il signore delle mosche”, W. Golding


Si piazzò a metà dell’istmo e fissò i selvaggi, risoluto. Ormai disinibiti grazie alle maschere pitturate, si erano acconciati i capelli sistemandoli legati sulla nuca, ed erano più a loro agio di quanto lo fosse lui.

Da “Il signore delle mosche”, W. Golding

Disinibizione e sensazione di essere a proprio agio. La possibilità di fare tutto senza esser riconosciuti e, dunque, magari, isolati e puniti.

Una libertà che sembra suggerire la visione per cui l’uomo, lasciato libero, possa solo dare sfogo alle proprie pulsioni senza preoccuparsi dei dettami sociali e di ciò che è concesso o meno fare.

Non solo. Una libertà, questa, che si basa sulla volontà del singolo senza alcun concetto di limite, ma che trova forza nella dinamica del gregge, della massa. Confusi, ubriachi, un ricordo delle feste in onore di Bacco in cui tutto (o quasi) era concesso.

Una libertà, questa, che non ci auguriamo. Perché nessuno di noi potrebbe mai sapere fino in fondo da che parte potrebbe ritrovarsi.

Che cosa ne pensate di questa concezione di libertà?

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