“Cambiare l’acqua ai fiori” – Valérie Perrin [Recensione filosofica]

Un romanzo sulla vita

Attenzione! Questo non è un doppione. Se ti sembra di aver già letto una mia recensione su Cambiare l’acqua ai fiori è perché probabilmente hai letto qui la recensione a tema bellezza per la rubrica Bellezza sopra le righe. Se non l’hai ancora fatto, è il momento giusto per recuperare!

Non perdiamo altro tempo e tuffiamoci di nuovo tra le pagine di questo caso editoriale.


Ci si può aspettare che un romanzo la cui protagonista è la guardiana di un cimitero abbia per tema principale la morte.

Cambiare l’acqua ai fiori, invece, è un romanzo che tratta della vita, della vita sotto ogni suo aspetto, anche quelli più difficili da affrontare e, per riflesso, da accettare.


La morte non è l'antitesi della vita, slegata da essa, contrapposta, nemica. La morte non è che una faccia della vita, una delle vesti, una delle caratteristiche.

Ho letteralmente divorato questo libro, letto in cinque giorni. Cambiare l’acqua ai fiori è stato il primo titolo del 2021 ed è arrivato tra le mie mani in un momento personale difficile, a tre mesi dalla morte di mia nonna. L’ho letto, quindi, nel cuore del lutto.

Per alcune persone può essere stata una scelta singolare, mentre altri hanno colto la mia esigenza di leggere un libro come questo in un periodo così particolare. Eppure, lì dentro non ho trovato quello che ci si potrebbe aspettare di trovare, in modo forse superficiale, leggendone la trama.


Durante certi passaggi ho provato dolore. Un dolore assoluto, sì, palpabile in ogni capitolo, ma la morte non è l’unico tema della storia. Anzi, in un certo senso, si potrebbe dire che non lo è affatto.

Perché la morte non è altro che una parte della vita e alcuni, i più audaci esistenzialisti, potrebbero persino affermare che è la morte a dare un senso alla vita.

La morte non è l’antitesi della vita, slegata da essa, contrapposta, nemica. La morte non è che una faccia della vita, una delle vesti, una delle caratteristiche.

La morte sta alla vita come lo fanno la nascita, l’amore, la passione, il desiderio, l’amicizia, la speranza, la delusione, il dolore.

La morte non è che un passaggio necessario, certo doloroso, ma non per questo la vita non merita di essere vissuta.


Indossare l'inverno sopra l'estate: sotto e dietro la morte, c'è la vita.

Indossare l’inverno sopra l’estate: sotto e dietro la morte, c’è la vita.

Questo è l’insegnamento più grande di Violette, la guardiana. Non solo del cimitero, ma dei segreti della vita.



“Cambiare l’acqua ai fiori” – Valérie Perrin

In ogni cosa c’è bellezza

Un caso editoriale molto discusso. Per alcuni un vero e proprio capolavoro, per altri un’opera commerciale.

Di sicuro siamo colpiti dall’occhio fotografico dell’autrice Valérie Perrin.

Come forse avete capito, su questo sito non leggerete (solo) recensioni tradizionali. Ho deciso di unire l’amore per la lettura a “Ecco: filosofia della bellezza” creando il blog “Leggere è bellezza” e la rubrica “Bellezza sopra le righe”.

“Cambiare l’acqua ai fiori” è stata la mia prima lettura del 2021.


“Guardi che tempo meraviglioso” dico. “Ogni giorno la bellezza del mondo mi inebria. Certo, c’è la morte, i dispiaceri, il brutto tempo, il giorno dei morti, ma la vita riprende sempre il sopravvento, arriva sempre un mattino in cui c’è una bella luce e l’erba rispunta dalla terra riarsa”.

“Cambiare l’acqua ai fiori”, Valérie Perrin, E/O, 2018.

La prima volta che Violette, la protagonista, incontra la bellezza è contemplazione. Ha il volto d’angelo e tutte le ragazze cadono ai suoi piedi, ma lui, quella notte, sceglie lei. Lo farà anche la notte successiva, e poi quella ancora per molte altre notti.

Questa bellezza di cui Violette si nutre è fisica e la sua fame è insaziabile.

La protagonista vorrebbe perdersi in quell’abbraccio, in quella passione, e per questo vi dedica le sue giornate.


La seconda bellezza che Violette conosce è quella che intravede in un sogno a occhi aperti: avere finalmente una famiglia. Non tanto il costruirne una, quanto il sentirsi finalmente parte di qualcosa.


La nascita di Léonide rivoluziona il suo concetto di bellezza. La componente fisica rimane nei lineamenti della bambina, così simili a quelli del padre. Vi è, però, un aspetto più viscerale: la gioia dei sorrisi di sua figlia, il contatto, la complicità, il semplice giocare insieme. La bellezza è in Léonide e trova ulteriore espressione in una vacanza che per qualche giorno la illude che tutto sia perfetto così.


Un giorno succede qualcosa di terribile, qualcosa che non dovrebbe mai succedere. E la bellezza, così difficile da vedere, continua a vivere solo nel ricordo. Ci sono troppe distanze e tutto provoca dolore. Solo ciò che è stato ed è andato perso sembra bello per Violette.


Uno dei più grandi insegnamenti che ho tratto da “Cambiare l’acqua ai fiori” è che la vita ha sempre in serbo sorprese per tutti noi. La bellezza per Violette torna a pulsare, viva, nella cura. Il prendersi cura prima di un orto e di un giardino, poi degli altri e del loro dolore. Infine del ricordo di chi non c’è più.


Un giorno la bellezza torna a bussare alla porta di Violette e la coglie impreparata. Quasi in silenzio, senza far rumore, torna a trovarla e lentamente la cambia: scioglie il gelo, ma più di tutto la paura e la sensazione di non aver più niente da dare. La presunta incapacità di amare perde forza e inizia a vacillare.

Questa nuova bellezza non sovrasta le altre, ma prende il suo posto tra loro.


C’è un’ultima bellezza ad arrivare nella vita di Violette. L’ultima con cui l’autrice ci lascia e che io lascio a voi, come suggerimento, come spunto per migliorare la nostra vita. La consapevolezza di sé, della verità e del coraggio di vivere in armonia con quello che abbiamo dentro e con quanto vive intorno a noi.

Credo che ognuno di noi dovrebbe arrivare, un giorno, a vivere questa bellezza. Sono ancora lontana dal riuscire a farlo, ma ogni giorno provo a fare un passo in più verso questo tipo di bellezza.


Prima di salutarci, ringraziandoti per la lettura, ti chiedo che cosa sia per te la bellezza e se hai ritrovato in questa recensione anche la tua idea di bello. Se hai letto questo libro, che sensazione ti ha regalato?

Io ti lascio con un pensiero semplice e che questo libro mi ha suggerito: ogni cosa è bellezza. Anche quando siamo avvolti dal buio, la bellezza è intorno a noi.

Grazie per l’attenzione.



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