“Non esistono giornate senza fine, né notti senza alba” – Lettera alla neomamma che ero


Non esistono giornate senza fine, né notti senza l’alba. E anche questa notte, così lunga, così agitata, prima o poi dovrà terminare. Arriverà il sole, ti troverà stanca, ma sarà giorno, un nuovo giorno. E anche questo giorno, prima o poi, dovrà terminare.

Lo so che piangi quando nessuno ti vede. Ti sei sempre vergognata, come se fosse una cosa da deboli. Sono solo emozioni, e adesso ne stai vivendo tante. Non aver paura a dire che ti senti triste, o sola, o stanca. Non aver paura a dire che vorresti chiudere gli occhi per un po’, respirare a fondo sotto le coperte, rifugiarti nel tuo angolino sicuro. Non esistono giornate senza fine, né notti senza l’alba. E neppure emozioni sbagliate, ma solo emozioni.

Impara a fidarti della tua bambina, e più di tutto guardala. Prenditi tempo per osservarla, mentre è sveglia, mentre dorme, soprattutto mentre dorme tra le tue braccia. Perché arriverà un giorno in cui non succederà più e tutto questo ti mancherà. Ti mancherà anche se oggi dici che sei stanca, che non ce la fai più. Non esistono giornate senza fine, né notti senza l’alba. Né ricordi che non facciano bene e male quando torneranno alla tua mente. E allora ripensando a certe immagini, annusando di nuovo un odore, ascoltando una vecchia ninna nanna, un’emozione scapperà via, e forse avrà la forma di una lacrima.

Non esiste il troppo amore, esiste solo l’amore. Non esiste il troppo contatto, esiste solo l’amore. Se tua figlia vuole stare di nuovo stretta a te, tienila con te, pelle a pelle, cuore a cuore. Sentitevi una cosa sola, finché potete, finché non arriverà il tempo a correre troppo forte e a portarvi via, un po’ più lontane. Non esistono giornate senza fine, né notti senza l’alba. E il tempo ci toglie sempre qualcosa, ma se sapremo ringraziarlo, forse ci regalerà qualcosa di diverso.

Lascia stare gli altri, tutti gli altri. Lasciali chiusi oltre il portone, là fuori, con i loro giudizi, consigli non richiesti, opinioni. Ascolta tua figlia, ascolta il respiro di tua figlia. Solo quello conta, con il suo profumo, con il modo in cui muove le mani e la bocca. Solo tu, lei, suo padre. Il resto lascialo fuori, non è il suo posto questo. Non esistono giornate senza fine, né notti senza l’alba. Esiste solo la Terra, la Luna, il Sole. Voi siete tutto il vostro Universo, adesso.

Lo so che sei stanca, che a volte ti sembra tutto nero, ma oltre il buio c’è la luce, sempre. Non esistono giornate senza fine, né notti senza l’alba. Imparerai ad apprezzare il tramonto, guardando l’orizzonte insieme a tua figlia. Imparerai a salutare l’alba con occhi nuovi, pieni di speranza. Ci saranno giorni difficili, ma tu saprai come affrontarli. Anche quando vorrai chiuderti nel tuo rifugio, ti meraviglierai nello scoprire che avrà il profumo di tua figlia e la forma del suo abbraccio.

Non esistono giornate senza fine, né notti senza l’alba. E in fondo il tuo Sole è già lì, tra le tue braccia.



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“Un momento tutto nostro”


Estate 2019. Chiara. 6 mesi.


Voglio che resti eterno questo momento, quel momento tutto nostro che tu hai regalato a me, stasera, a noi due.

I pensieri sono rimasti fuori, con i rumori. Stasera sento solo il tuo respiro e la tua voce.

Sei bellissima nel tuo body bianco a mezze maniche. Ti va un pochino grande, appena largo: è una dodici mesi, tu ne hai la metà. Te l’ho preso il giorno di Ferragosto e tu, adesso, con il tuo body bianco, sei bellissima. Non mi sei mai sembrata così bella.

È sera, non mi sento stanca, sento solo la tua vocina e il leggero profumo di latte che ci è rimasto sulla pelle. Il lenzuolo arancione è liscio, morbido, sembra una grande pelle che con delicatezza ci avvolge.

Creiamo un gioco, un gioco nostro, così, senza averlo programmato. Tu ti volti dall’altra parte, aspetti che io ti chiami.

Chiara? Dov’è la Chiara?

Ti fai un po’ pregare, poi ti giri e mi sorridi. Io mi fingo sorpresa, urlo Eccola! e tu gridi e ridi ancora più forte.

Mi sento bene, sai, in questo momento? Eppure forse non ha niente di speciale, se non che per la prima volta, per la prima volta davvero, non c’è nient’altro oltre questo letto, oltre noi due.

Ridi, ridi ancora e poi restiamo un po’ abbracciate. Ti carezzo, ascolto il tuo respiro. Se esistesse il tempo, adesso, vorrei fermarlo, vorrei che durasse per sempre. Ma anche il tempo è rimasto fuori, fuori da questa stanza.

C’è la memoria, cucciola mia, e io posso un pochino aiutarla. Così, quando sarai grande, ti rileggerò queste parole e tu immaginerai quello che non puoi ricordare. Lo creeremo insieme questo ricordo, di questa sera solo nostra. Del tuo ridere. Del nostro giocare. Del tempo, che per un poco si è fermato e ora, sì, ha ripreso scivolare via, ma con queste parole io l’ho fregato.

Forse è la sera più bella della mia vita. Forse, perché il prima e il dopo adesso non hanno davvero senso. Ci sei tu, Chiara, ci siamo noi due. E per la prima volta, ti sento così dentro.



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Nuova rubrica “Mamma di penna, mamma di carta”


Qualche anno fa avevo iniziato una collaborazione per la realizzazione di un blog dedicato alle mamme e alla nostra esperienza di maternità. Quel blog, però, tra poco sarà oscurato e io non voglio perdere quei frammenti che ho scritto e ho raccolto, a volte con difficoltà. Ho pensato che anche salvarli su un computer non avrebbe molto senso, perché spesso quando si scrive si scrive anche per comunicare, per arrivare a qualcuno e, magari, aiutarlo in qualche modo.

Nasce così la rubrica “Mamma di penna, mamma di carta”, che ospiterà sia i pezzi scritti sul vecchio blog (magari rieditati) sia contenuti inediti che creerò per voi in base ai vostri suggerimenti e a quella che è a tutti gli effetti la mia esperienza di vita da mamma. Questo non perché abbia qualcosa da insegnare agli altri, ci mancherebbe! Credo che leggere altre storie, confrontarsi, ritrovarsi negli altri possa portare conforto a tutte quelle persone che ne hanno bisogno. E una madre è una persona come le altre, anche se molto spesso pretendiamo che sia una super-eroina dei fumetti.

Noi mamme siamo mamme: umane, a volte stanche, a volte energiche, a volte serene, altre volte stressate. Non per questo siamo sbagliate.



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